Ecco la condivisione di Disbela.
arrivo al Ferrante felice di non essermi persa per le misteriose vie di Torino. sono incuriosita dal carcere ma nello stesso tempo agitata perchè non so' che cosa mi aspetta. ho un po' paura di provare la sensazione di disagio che mi ha colpita i primi due giorni di servizio in un carcere rumeno: in quanto donna mi sentivo sempre i loro occhi addosso, sensazione che fortunatamente è passata e ha preso il suo posto un amore fraterno verso quei ragazzi.
Nell'attesa vediamo passare un gruppo, ma non è il nostro, si fermano a salutare e sono felici di vedere zia Aureola. finalmente arrivano i nostri ragazzi e ci fanno entrare. i Senegalesi si dirigono con il pallone verso il campo e iniziano a giocare, li seguono prima Zabra e Carotone poi (avete presente Holly e Benji). mi trovo ad osservare a confrontare l'ambiente, gli odori, i colori e i suoni del Ferrante con quelli del carcere in omania.
Dopo pochi minuti mi guardo attorno e penso: "e adesso cosa faccio???" E' ora di mettersi in gioco...tiro fuori le bandiere, subito un ragazzo si avvicina e prende i Kiwido...li sa già usare e anche bene. iniziamo a giocolare, cerco di insegnargli qualcosa di nuovo, osserva con attenzione i miei movimenti e subito li impara. mi ripete spesso la frase " per imparare bisogna allenarsi".hai proprio ragione!!!!!!!!!!! dopo un po' mi dice di essere annoiato e di voler cambiare gioco, optiamo per una partita a scopa, indovinate chi ha vinto??? lui ovviamente..che scarsa Disbela!!!! vicino a noi si siede il suo amico A. ed entrambi iniziano a dirmi che non vedono l'ora di uscire dal carcere, che si annoiano, e che dagli errori si impara....mi sembrava di avere davanti due adulti non due diciassettenni. hanno capito di aver sbagliato e vogliono ricominciare. stavo congelando, ma sarei rimasta ancora per ore ad ascoltarli. Mi sono sentita un po' mamma e un po' sorella maggiore. Sono rimasta molto colpita dalla fiducia che mi hanno dato, si è creata una magica sintonia....ho perso un po' il contatto con gli altri clowns, ma non mi sentivo di lasciarli. non so se ho fatto bene. quando parlavano della vita fuori dal carcere gli brillavano gli occhi. li avrei stretti fra le braccia ma non ho osato ho avuto paura di invadere il loro spazio. ci siamo molto divertiti collaudando un giochino di magia con le carte. io facevo la bambina del pubblico e loro il mago con l'assistente. entriamo poi in palestra e iniziamo con gli origami, si aggiunge anche T.ma solo per chiacchierare.
proprio sul più bello la guardia chiama i ragazzi.
uffa è già finito il tempo a nostra disposizione, tutti in coro chiediamo ancora di restare ma ci vengono concessi solo altri dieci minuti. ho scattato una foto con il cuore e lì rimarrà insieme a quelle dei momenti più importanti della mia vita.
queste realtà ti insegnano a non avere pregiudizi ad amare i tuoi fratelli anche se la pelle ha un colore diverso ad apprezzare ogni singolo gesto ogni singolo sguardo ogni singolo sorriso a porgere la mano... mi dispiace dover andar via... ci salutiamo e usciamo. ringrazio tutti per avermi donato un magnifico pomeriggio!
giovedì 13 marzo 2008
Clown Disbela - IPM - domenica 9 marzo 2008
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