Condivisione di Aureola
Mi è piaciuto tornare al Ferrante al di fuori del progetto settimanale di Circostanza. Mi è piaciuto tornarci con i volontari. Mi è piaciuto ritrovare i ragazzi del gruppo Levante.
Abbiamo aspettato davanti alla porta dalle 15.30 alle 15.50, in attesa che i ragazzi potessero scendere. Mentre aspettavamo sentivano grida, colpi sulle porte… Per i ragazzi il nostro servizio coincide con l’ora d’aria e perdere minuti preziosi di "aria" e di attività per loro non deve essere piacevole.
Arrivano e ci dirigiamo subito fuori… Fa parecchio freddo! Un gruppo (i senegalesi) si mettono subito a gocare a pallone con Zebra e Carotone.
Un altro gruppo si siede intorno al tavolino di pietra. Moh. ha solo addosso una camicia e lamenta di avere le mani screpolate dal freddo. Mi chiede se ho dei guanti.
Inizio a rivolgermi a N. che sembra intenzionato a imparare a giocolare con tre palline. Iniziamo il percorso con due e poi arriva Tarzampino che prosegue il mio lavoro…
Sempre N. si mostra interessato ai Kiwido, sa già il movimento base, ma Disbela lo aiuta a imparare figure più complesse sia con i kiwido che ocn le bandiere.
Lascio N. e A. con Disbela che tra kiwido e magia li conquista e torno al tavolo, dove inizia una accanita partita a "Ronda", un gioco di carte magrebino che ci insegna Moh.
Abbiamo il blocchetto per scrivere i punti, abbiamo le carte e il gioco può iniziare. Ci appassioniamo tutti e giochiamo comes e fossimo ad un Club di amici che giocano a carte.
Fa troppo freddo, propongo di continuare a giocare dentro, così trasportiamo tutto dentro e sistemate le bandiere a terra ci sediamo e formiamo un paio di cerchi. In un cerchio Calamita, talento, Tatà, Moh. e Aureola giocano a Ronda. In un altro gruppo Disbela, N. Abd. e T. fanno "Origami", costruendo gli aquiloni con carta, matite colorate, pennarelli…
Tarzampino gioca con S., un ragazzo cileno. Zebra e carotone si alternano da un gruppo all’altro.
Do un’occhiata intorno e vedo un’atmosfera rilassata: una domenica pomeriggio in cui un grupoo di amici passa il tempo assieme.
L’agente chiama i ragazzi… questi protestano, noi pure protestiamo… abbiamo iniziato in ritardo, non possiamo recuperare restando un po’ di più?
Mi sembra come quando nel più bello del gioco, quando ero bambina, mia madre mi chiamava per andare a fare la doccia, o a cena o per uscire… ma qui i ragazzi tornano in cella e noi torniamo nelle nostre case.
"E’ domenica… dai lasciaci stare ancora un po’…" Dice Moh. alla guardia… Riusciamo ad ottenere ancora 10 minuti, ma poi… ci si avvia verso l’uscita. Ci si abbraccia, da un lato ci si dice: "Speriamo di non vederci... la prossima volta"… e dall’altro si ha voglia di conoscerci meglio, di stare ancora insieme, di rendere la relazione più profonda…
"Ciao, tornate presto
martedì 11 marzo 2008
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